Celebriamo il 22 aprile, La Giornata Mondiale della Terra con una preghiera civile: mai più come prima.
Oggi è la Giornata mondiale della Terra. Ciò che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi deve porre molta attenzione sugli effetti della nostra salute nel prossimo futuro. Vivere come abbiamo fatto nel 2020 e come stiamo vivendo nel 2021, perdere amici e parenti, può essere limitato se unitamente combattiamo il nostro nemico più grande: l’inquinamento.
Il 22 Aprile ricorre “l’Earth day”, la più grande manifestazione ambientale del Pianeta in cui cittadini di 192 Paesi del mondo si uniscono idealmente per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Oggi per manifestare, ma domani per agire e modificare le sorti del nostro futuro. Del futuro dei nostri figli e nipoti. Piccole attenzioni all’ambiente sono piccoli gesti di solidarietà per le generazioni future.
Giornata Mondiale della Terra 2021. Gli effetti della pandemia
Nel nostro precedente articolo (leggi qui) abbiamo discusso di Clima ed Energia, mostrando le tendenze in Europa dal rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA). È incoraggiante che nel 2019 il tasso approssimativo di riduzione delle emissioni nell’UE-27 sia stato di ben il 4% inferiore a quello del 2018. Questo rapido calo delle emissioni si è verificato prima degli effetti della pandemia che ha preso piede nel 2020. La riduzione delle emissioni del 2019 dimostra che sono possibili riduzioni delle emissioni anche durante un periodo di crescita economica. I dati del 2020, dove la pandemia Covid-19 ha inaugurato una crisi globale, è stata corrisposta a importanti riduzioni delle emissioni di gas serra e dei consumi energetici per il 2020. Ciò è stato possibile grazie alle numerose chiusure temporanee. Quindi, una riduzione che va considerata solo circostanziale, ossia dovuta alla pandemia da coronvirus.
Meno rispetto per il pianeta più pandemie future
La salute di ciascun individuo è interconnessa e dipendente dal buon funzionamento dei cicli vitali del pianeta.
L’epidemia provocata dal nuovo virus SARS-CoV-2, con il suo tragico carico di morti e miseria, serva da insegnamento. La Terra è un macrorganismo vivente in cui tutto si tiene: biologia, ecologia, economia, istituzioni sociali, giuridiche e politiche. La salute di ciascun individuo è interconnessa e dipendente dal buon funzionamento dei cicli vitali del pianeta. Il susseguirsi di malattie nuove e terribili sempre più frequenti e virulente (Ebola, HIV, influenza suina e aviaria, afta, febbre gialla, dengue, solo per citare le più note) sono la conseguenza della alterazione dei delicati equilibri naturali esistenti tra le differenti specie viventi e i loro relativi habitat.
L’abbattimento e gli incendi delle foreste tropicali, il consumo di suolo vergine, lo sfruttamento minerario, la caccia e il consumo di fauna selvatica, la concentrazione di allevamenti animali, l’agricoltura superintensiva, il
sovraffollamento urbano e lo spostamento continuo di merci e persone sono le cause primarie dello scatenamento delle pandemie. Come aveva scritto inascoltato un attento osservatore dei microrganismi patogeni: “Là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie”. (David Quammen, Spillover, 2012).
